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Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni,  Brione, Por
ore 20.00  Bersone, Cimego,
Lodrone 

DOMENICHE E FESTE
ore 9.00  Castel Condino, Daone
ore 9.30  
Darzo
ore 10.30  Condino, Creto
ore 11.00 
Bondone
ore 15.30  Faserno
ore 16.00 Limes
ore 18.00  Agrone, Prezzo
ore 20.00  Praso, Storo

Orari Sante Messe Estate 2026
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Parrocchie della Valle del Chiese - Diocesi di Trento
 
 

 

 
 
 
 
Con gli occhi di Dio
 

"Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate"

Preghiera di Adorazione per nuovi Sacerdoti
Uniti nella preghiera per le vocazioni, siamo invitati giovedì 2 luglio alle ore 20.30 alla Preghiera di Adorazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo Lauro, nella chiesa di Vigo Rendena, per chiedere al Signore il dono di nuovi sacerdoti.
La partecipazione di tutti sarà un prezioso segno di comunione e di speranza.

Scarica la locandina

Libretto Adorazione Eucarisica
 

 

Preparazione al sacramento del Matrimonio
 
Corso per il diaconato
La Parola di don Luigi
Zona pastorale delle Giudicarie
Calendario dei percorsi di preparazione al matrimonio

TIONE
2, 9, 16, 23 e 30 ottobre   - 6, 13, 20 e 27 novembre 2026
Gli incontri avranno luogo il venerdì presso l’Oratorio di Tione alle ore 20.30
Equipe animatrice: Giorgia e Luca (349-5896844) - Alberto e Maura - don Celestino Riz (347-2463221)

GIUDICARIE ESTERIORI
9, 16, 23 e 30 gennaio - 6, 13, 20 e 27 febbraio
6 marzo 2027

Gli incontri avranno luogo il sabato presso l’Oratorio di Ponte Arche alle ore 20.30
Equipe animatrice: Lucilla e Carlo - Michela e Mauro - Alessia e Silvano - don Sergio Nicolli (335-6774735) - don Gianni Poli (389-7875914)

VALLE DEL CHIESE
2, 9, 16, 23 e 30 aprile - 7, 14, 21 e 28 maggio 2027
Gli incontri avranno luogo il venerdì presso l’Oratorio di Condino alle ore 20.30
Equipe animatrice: Elisa e Fabio - Alessia e Matteo - Caterina e Andrea - Roberta e Giuseppe
don Sergio Nicolli (335-6774735) - don Luigi Mezzi (339-4610698)

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al proprio parroco e ritirare l’opuscolo in chiesa
Un percorso per approfondire la tradizione del pensiero cristiano in dialogo con l’oggi della Chiesa e del contesto socio-culturale. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento, in collaborazione con la Scuola Diocesana di Formazione Teologica, propone tra settembre e ottobre un corso sul diaconato dal titolo “In ascolto di ciò che lo Spirito dice ora alle Chiese”. A guidarlo sarà il professor Tiziano Civettini, diacono.

Il corso intende ripercorrere, in forma sintetica, le tappe principali del magistero, della storia e della teologia del diaconato fino a oggi. Saranno affrontati anche alcuni “nodi” aperti, alla luce della recente riflessione teologica e dell’esperienza sinodale della Chiesa. Accanto alle lezioni frontali sono previsti momenti di confronto in aula, a partire dallo studio personale di testi e articoli indicati dal docente.

Gli incontri si terranno nei mercoledì 7, 14, 21 e 28 ottobre 2026, dalle 18.00 alle 19.30, esclusivamente in presenza, sempre presso l’ISSR “Romano Guardini” a Trento. (Iscrizioni e informazioni

Le iscrizioni sono aperte dall’8 giugno al 13 luglio e poi dal 25 agosto al 3 settembre presso la segreteria dell'ISSR. È possibile contattare l’Istituto
al numero 0461 912007.

Scarica la locandina 


Papa Leone  e il rifiuto della guerra
Il pontificato di Papa Leone XIV si distingue per una posizione estremamente ferma contro ogni forma di conflitto armato. Al centro del suo magistero emerge un’idea di pace radicale, che non si limita a condannare la guerra, ma tende a superare anche la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, a lungo presente nella riflessione morale della Chiesa.

Nel corso dei suoi interventi più recenti, il Papa ha espresso con grande chiarezza la necessità di fermare ogni escalation di violenza, richiamando i responsabili politici e militari alle loro responsabilità. Le sue parole sottolineano il rischio che i conflitti contemporanei possano degenerare in tragedie irreparabili, con conseguenze devastanti soprattutto per le popolazioni civili.

Uno degli elementi più innovativi del suo pensiero è proprio il superamento dell’idea che una guerra possa essere moralmente giustificata. Secondo Leone XIV, le condizioni storiche attuali – segnate da armamenti sempre più distruttivi e da conflitti complessi – rendono ormai inaccettabile qualsiasi tentativo di legittimare la violenza come strumento di soluzione. La guerra, in questa prospettiva, non è mai una vera risposta, ma rappresenta sempre una sconfitta dell’umanità.

Fondamentale è anche il richiamo al messaggio evangelico. Il Papa insiste sul fatto che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza e che l’esempio di Gesù indica una via diversa: quella della non violenza, del dialogo e del perdono. In questa luce, la fede non deve essere utilizzata per dividere o alimentare conflitti, ma per costruire ponti tra le persone e i popoli.

Accanto alla condanna della guerra, Leone XIV propone una visione positiva della pace. Essa non è soltanto assenza di conflitto, ma un impegno attivo che coinvolge tutti: leader politici, istituzioni e cittadini. La pace si costruisce attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la volontà di incontrare l’altro senza cercare di dominarlo.

Un ruolo importante è attribuito anche all’educazione. I credenti sono chiamati a diventare operatori di pace nella vita quotidiana, contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa.
Fuochi Eucaristici
Non più la mia parrocchia, ma la nostra comunità”

Nel giorno della Solennità del Corpus Domini, giovedì 4 giugno 2026, l’arcivescovo Lauro Tisi consegna alla Chiesa di Trento la nota pastorale “Verso i Fuochi Eucaristici”, un documento che intende accompagnare le comunità cristiane della Diocesi in un passaggio significativo di conversione pastorale, legato alla vita eucaristica, alla riorganizzazione delle celebrazioni domenicali e al cammino di unificazione degli enti parrocchiali.

Il testo nasce dalla consapevolezza che il tempo attuale, segnato da cambiamenti rapidi, dalla diminuzione dei presbiteri e dalla trasformazione della pratica religiosa, chiede alle comunità cristiane di abitare la realtà con creatività, speranza e responsabilità. Non si tratta, sottolinea l’Arcivescovo anche alla luce dell’esperienza della Visita pastorale, di una semplice operazione organizzativa, ma di un percorso spirituale ed ecclesiale: ritrovare nell’Eucaristia il cuore della vita comunitaria e lasciarsi plasmare da essa.

Fuoco Eucaristico, per celebrazioni più partecipate

Il Fuoco Eucaristico viene definito come il convergere di più comunità cristiane limitrofe in un’unica celebrazione domenicale o festiva. L’obiettivo non è impoverire la vita delle parrocchie, ma qualificare il momento celebrativo, rendendolo più partecipato, curato e capace di valorizzare le diverse ministerialità: cori, lettori, ministri della comunione, ministranti, sacristi, volontari e laici corresponsabili.

“L’Eucaristia rimane al centro della vita delle comunità, che si radunano da più parti attorno a un’unica mensa”, scrive don Lauro. Da qui l’invito a superare una visione frammentata o localistica della vita parrocchiale: “Non più ‘la mia parrocchia’, ma ‘la nostra comunità’”.

Testo integrale della nota pastorale
Commento al Vangelo di domenica 6 settembre

Colpa
“Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te…”
La tendenza di dare la colpa a qualcun altro è antica quanto l’uomo e la donna: Adamo diede la colpa a Eva, Eva al serpente, Caino ad Abele…
C’è sempre un capro espiatorio su cui scaricare le nostre colpe e, se non lo si trova sulla terra, in definitiva c’è il Signore, tanto lui tace e non si difende.
La colpa viene spesso collegata ad un castigo, per Dio invece al perdono.
Tutti nasciamo col peccato originale, che si tramanda di generazione, non per nostra colpa, col Battesimo ci viene cancellato.
La spiritualità cristiana, soprattutto nel Medioevo, finito pochi anni fa ma per qualcuno ancora attuale o da riprendere, fondava la predicazione e l’ascesi sul concetto di peccato e conseguente pena, improntando la vita cristiana più sulla paura dell’inferno e dei castighi di Dio che sulla sua misericordia.
Oggi invece siamo passati all’eccesso opposto, tutto è lecito e buono, se pare a me, senza far riferimento ad una morale comune ma ai propri gusti, discutibili.
Davvero in questo mondo è difficile trovare equilibrio, in tutti i sensi.
Nella giustizia umana la colpa serve per riportare la giustizia, invece nella fede cristiana la colpa è in vista della conversione e del perdono divino.
Ogni peccato porta con sé una colpa in vista della riparazione del male.
Non bisogna fare il bene ed evitare il male per paura delle colpe, ma perché solo il bene realizza pienamente la persona, il male invece la mortifica.
Né bisogna esagerare col colpevolizzare, magari ingrandendo i fatti a nostro piacimento o per il gusto di colpire credendoci di essere migliori e autorizzati a minacciare castighi umani o perfino divini.
Ammettere le proprie colpe è senso di onestà e responsabilità, senza cercare sempre qualcuno sul quale addossarle, scaricandoci così delle nostre colpe.
Nella veglia pasquale, a riguardo della colpa originale si canta: “Felice colpa, che ci meritò di avere un così grande Redentore”.