www.decanatodicondino.itwww.decanatodicondino.it
info@decanatodicondino.itinfo@decanatodicondino.it
Copyright © 2016 by "DECANATO DI CONDINO" - Tutti i diritti riservati
Privacy Policy
Cookie Policy
Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni,  Brione, Por
ore 18.30 Lodrone
ore 20.00  Bersone, Cimego,
Lodrone 


DOMENICHE E FESTE
ore 9.00  Castel Condino, Daone
ore 9.30  
Bondone
ore 10.30  Condino, Creto
ore 11.00 
Darzo
ore 18.00  Agrone, Prezzo
ore 20.00  Praso, Storo
Scarica l'App gratuita
ORARI SANTE MESSE
della VALLE DEL CHIESE quindi fotografa il QR Code  oppure  vai all'indirizzo 
www.mondials.com/MESSE-CHIESE.html
usando il tuo  smartphone!
Se hai telegram e vuoi ricevere tutte le settimane il foglietto degli avvisi  o altre comunicazioni direttamente sul tuo cellulare iscriviti al canale Parrocchie della valle del Chiese.
https://t.me/parrocchiechiese
Parrocchie della Valle del Chiese - Diocesi di Trento
 
 

 

 
 
 
 
Tutela Minori
 
È attivo il Servizio diocesano per la tutela dei minori con un duplice obiettivo: promuovere in Diocesi misure adeguate di prevenzione in relazione ad abusi sessuali e violenze; accogliere segnalazioni di casi verificatisi nell’ambito della Chiesa trentina e all’interno di associazioni e gruppi ecclesiali, impegnati per e con i minori, con un’attenzione particolare anche agli adulti vulnerabili.
Il Centro di Ascolto risponde al nuovo numero telefonico, 349/23.72.946 (il numero di telefono è stato cambiato il 28/10/2020) e all'indirizzo mail tutelaminori@diocesitn.it. L'indirizzo postale è: Servizio Tutela Minori, piazza Fiera 2 – 38122 TRENTO.
 

 

Percorsi per fidanati
 
Via Crucis dei Giovani
La Parola di don Luigi
…. e prometto di amarti per tutta la vita!

Il percorso intende dare un aiuto alle coppie di fidanzati
a matura una scelta consapevole e responsabile del matrimonio cristiano.

Dal 10 gennaio  al  7 marzo 2026
PONTE ARCHE  c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli  tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com

Dal 4 marzo al 6 maggio 2026
SPIAZZO c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli  tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com

Dal 10 aprile al 5 giugno 2026
CONDINO c/o  oratorio, ore 20,30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli  tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com
Domenica 26 aprile 2026
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 10,1-10


Recinto
“… chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta …”
Un recinto delimita e contiene, protegge e identifica, separa e rinchiude.
L’uomo non è un essere che vive in modo isolato, cerca luoghi di aggregazione dove pian piano si percepisce come un individuo solamente insieme agli altri.
Primo recinto è la famiglia di origine, poi altre famiglie, scuole, gruppi di cui si entra a far parte e così si può esprimere al meglio se stessi.
Grande è per ogni uomo la tentazione di isolarsi, di illudersi di farcela da solo, in autonomia, ma è pura fantasia: da soli non si cresce.
Anche gli animali formano un branco, un gregge, una mandria, per natura ma anche per necessità: da soli non si sopravvive.
Creando il mondo e le varie specie, Dio ha offerto la possibilità di vivere insieme.
Il recinto, qualunque sia, offre dunque la possibilità di convivere e condividere quello che si è, che si fa e che si ha, da soli si esiste.
Ogni recinto aiuta a riconoscersi, ascoltarsi, confrontarsi, incontrarsi e a volte purtroppo anche a scontrarsi: in un recinto non si può essere tutti uguali, né pensare tutti alla stessa maniera, tantomeno imporre sempre la propria idea.
Un vero recinto non fa omologazione ma partecipazione.
Un recinto può diventare pure negativo, quando esclude la possibilità di essere se stessi e di esprimersi, così come si è capaci.
Per questo è importante che ogni recinto abbia una o più porte, dove si entra e si esce e altri possono entrare e uscire liberamente, senza condizioni o esclusioni.
La Chiesa è chiamata cattolica perché è universale, i suoi confini sono i confini del mondo intero, è aperta a tutti gli uomini “di ogni lingua, popolo e nazione”. Un tempo si pensava che fuori dalla Chiesa non ci fosse salvezza, ma è meglio pensare che è all’infuori di Cristo che non c’è salvezza: lui è la porta del recinto e chi “entrerà e uscirà troverà pascolo” infatti egli è “venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.
La Via Crucis Vivente si conferma uno degli appuntamenti più intensi del tempo di Quaresima, capace di unire fede, tradizione e partecipazione comunitaria.
A Bondone, le vie del borgo si sono trasformate in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto, dove decine di figuranti – in particolare i giovani dell’Unità Pastorale Madonna dell’Aiuto – hanno dato vita alle tappe della Passione di Cristo, dalla condanna alla crocifissione.
Tra vicoli e scorci caratteristici, la rappresentazione è stata accompagnata da preghiere, canti e letture, offrendo ai presenti non solo un momento scenico di grande impatto, ma anche un’occasione autentica di riflessione e raccoglimento.
Numerosa e sentita la partecipazione della comunità, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi e a mantenere vivo il suo profondo valore spirituale e culturale.
Un evento che va oltre la rappresentazione: un’esperienza condivisa di fede, memoria e identità.
Papa Leone  e il rifiuto della guerra
Il pontificato di Papa Leone XIV si distingue per una posizione estremamente ferma contro ogni forma di conflitto armato. Al centro del suo magistero emerge un’idea di pace radicale, che non si limita a condannare la guerra, ma tende a superare anche la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, a lungo presente nella riflessione morale della Chiesa.
Nel corso dei suoi interventi più recenti, il Papa ha espresso con grande chiarezza la necessità di fermare ogni escalation di violenza, richiamando i responsabili politici e militari alle loro responsabilità. Le sue parole sottolineano il rischio che i conflitti contemporanei possano degenerare in tragedie irreparabili, con conseguenze devastanti soprattutto per le popolazioni civili.
Uno degli elementi più innovativi del suo pensiero è proprio il superamento dell’idea che una guerra possa essere moralmente giustificata. Secondo Leone XIV, le condizioni storiche attuali – segnate da armamenti sempre più distruttivi e da conflitti complessi – rendono ormai inaccettabile qualsiasi tentativo di legittimare la violenza come strumento di soluzione. La guerra, in questa prospettiva, non è mai una vera risposta, ma rappresenta sempre una sconfitta dell’umanità.
Fondamentale è anche il richiamo al messaggio evangelico. Il Papa insiste sul fatto che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza e che l’esempio di Gesù indica una via diversa: quella della non violenza, del dialogo e del perdono. In questa luce, la fede non deve essere utilizzata per dividere o alimentare conflitti, ma per costruire ponti tra le persone e i popoli.
Accanto alla condanna della guerra, Leone XIV propone una visione positiva della pace. Essa non è soltanto assenza di conflitto, ma un impegno attivo che coinvolge tutti: leader politici, istituzioni e cittadini. La pace si costruisce attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la volontà di incontrare l’altro senza cercare di dominarlo.
Un ruolo importante è attribuito anche all’educazione. I credenti sono chiamati a diventare operatori di pace nella vita quotidiana, contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa.

Guarda la Via Crucis

Mostra su Carlo Acutis
Farà tappa anche sull’Altopiano della Vigolana la mostra itinerante Carlo Acutis. Una semplicità straordinaria”, promossa dall’Associazione Amici Carlo Acutis e realizzata in occasione della 46ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli 2025.
L’iniziativa è proposta dall’Unità Pastorale della Vigolana, in collaborazione con la Parrocchia San Sisto di Caldonazzo e la Filodrammatica VIVA APS, e nasce dal desiderio di far conoscere la figura del giovane beato milanese, morto nel 2006 a soli 15 anni e divenuto in questi anni punto di riferimento per molti giovani e famiglie.
Curata anche da Antonia Salzano Acutis, madre di Carlo, la mostra ripercorre la vicenda umana e spirituale di un ragazzo del nostro tempo: appassionato di informatica, amante dello sport e degli amici, ma soprattutto profondamente legato alla fede, tanto da riassumere il proprio cammino in un proposito essenziale: “Essere sempre unito a Gesù”.
L’esposizione vuole mettere in luce proprio questa dimensione della sua testimonianza: la capacità di vivere in modo straordinario la semplicità della vita quotidiana, mostrando come la santità possa prendere forma anche nella normalità dell’esperienza di ogni giorno.
Promossa in ricordo di Rosella Ducati Mariotti, la proposta si presenta anche come occasione di incontro e collaborazione tra realtà ecclesiali e associative del territorio, unite nella realizzazione di un’iniziativa culturale aperta all’intera comunità.
La mostra sarà visitabile a Caldonazzo, presso la Casa della Cultura in viale Stazione 6, dal 20 al 23 aprile, con orario 16-18.30 e 20-21.30.
Successivamente si trasferirà a Vigolo Vattaro, presso l’Oratorio parrocchiale in via C. Battisti 11, dal 24 aprile al 5 maggio. L’apertura sarà dal lunedì al giovedì dalle 17 alle 20, mentre da venerdì a domenica sarà visitabile dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 19.

Per gruppi e comitive è richiesta la prenotazione al numero 346 3587232.