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Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni, Brione, Por
ore 18.30 Lodrone
ore 20.00 Bersone, Cimego,
Lodrone
DOMENICHE E FESTE
ore 9.00 Castel Condino, Daone
ore 9.30 Bondone
ore 10.30 Condino, Creto
ore 11.00 Darzo
ore 18.00 Agrone, Prezzo
ore 20.00 Praso, Storo
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ORARI SANTE MESSE
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Tutela Minori
È attivo il Servizio diocesano per la tutela dei minori con un duplice obiettivo: promuovere in Diocesi misure adeguate di prevenzione in relazione ad abusi sessuali e violenze; accogliere segnalazioni di casi verificatisi nell’ambito della Chiesa trentina e all’interno di associazioni e gruppi ecclesiali, impegnati per e con i minori, con un’attenzione particolare anche agli adulti vulnerabili.
Il Centro di Ascolto risponde al nuovo numero telefonico, 349/23.72.946 (il numero di telefono è stato cambiato il 28/10/2020) e all'indirizzo mail tutelaminori@diocesitn.it. L'indirizzo postale è: Servizio Tutela Minori, piazza Fiera 2 – 38122 TRENTO.
Percorsi per fidanati
Via Crucis dei Giovani
La Parola di don Luigi
…. e prometto di amarti per tutta la vita!
Il percorso intende dare un aiuto alle coppie di fidanzati
a matura una scelta consapevole e responsabile del matrimonio cristiano.
Dal 10 gennaio al 7 marzo 2026
PONTE ARCHE c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com
Dal 4 marzo al 6 maggio 2026
SPIAZZO c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com
Dal 10 aprile al 5 giugno 2026
CONDINO c/o oratorio, ore 20,30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com

Domenica 19 aprile 2026
Dal Vangelo secondo Luca - Lc 24,13-35
Tristezza
“Si fermarono, col volto triste…”
La gioia della Pasqua pare offuscata dal passo delle donne che al mattino vanno al sepolcro, nel cenacolo dove i discepoli rinchiusi stentano a credere al loro annuncio, sul volto dei due che camminano sul far della sera con Gessù verso Emmaus, dalla delusione degli apostoli dopo una notte di pesca infruttuosa.
Anche oggi la gioia della risurrezione sembra lasciare il posto a notizie di morte, guerre e sofferenze, di persone buone e innocenti.
Rischiamo, oggi come allora, di rimanere avvolti nella tristezza, una sottile tentazione che diventa “la madre del dubbio e della tentazione”.
“Il venerdì santo”, scriveva don Mazzolari con amara ironia, “ha folle numerose e devote” come nelle nostre processioni, “perché la morte, a differenza della vita, fa notizia ma non impegna”; è più facile credere alla morte che alla risurrezione, è più comodo rinchiuderci nella tristezza che aprirci ala speranza.
Possiamo intravedere in questi sentimenti tre modi di vivere e di credere.
I pessimisti, sempre pronti a rimpiangere i “bei tempi passati”, che non cercano e non si attendono più nulla, vogliono vivere senza preoccupazioni, rischi o sforzi, tanto pare non serva a nulla: meglio non decidere né decidersi.
I gaudenti, sempre pronti a cogliere l’attimo perché si accontentano di quello che hanno e sono, vivendo la tristezza come un dato di fatto dell’esistenza umana, senza far nulla per cambiarla in meglio.
Quelli che sanno osare, amare e credere è osare, sono coloro che impostano la vita come salire verso una mèta, come scoperta, sviluppo verso un di più che non possiamo acquistare o meritare ma solo prevedere e accogliere nella fede.
Si può vincere la tristezza con uno slancio verso l’avvenire, la terra di domani, i nuovi cieli e la nuova terra che Cristo ha già inaugurato con la sua risurrezione.
“Anche voi, ora, siete nel dolore, ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia”.
La Via Crucis Vivente si conferma uno degli appuntamenti più intensi del tempo di Quaresima, capace di unire fede, tradizione e partecipazione comunitaria.
A Bondone, le vie del borgo si sono trasformate in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto, dove decine di figuranti – in particolare i giovani dell’Unità Pastorale Madonna dell’Aiuto – hanno dato vita alle tappe della Passione di Cristo, dalla condanna alla crocifissione.
Tra vicoli e scorci caratteristici, la rappresentazione è stata accompagnata da preghiere, canti e letture, offrendo ai presenti non solo un momento scenico di grande impatto, ma anche un’occasione autentica di riflessione e raccoglimento.
Numerosa e sentita la partecipazione della comunità, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi e a mantenere vivo il suo profondo valore spirituale e culturale.
Un evento che va oltre la rappresentazione: un’esperienza condivisa di fede, memoria e identità.

Il pontificato di Papa Leone XIV si distingue per una posizione estremamente ferma contro ogni forma di conflitto armato. Al centro del suo magistero emerge un’idea di pace radicale, che non si limita a condannare la guerra, ma tende a superare anche la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, a lungo presente nella riflessione morale della Chiesa.
Nel corso dei suoi interventi più recenti, il Papa ha espresso con grande chiarezza la necessità di fermare ogni escalation di violenza, richiamando i responsabili politici e militari alle loro responsabilità. Le sue parole sottolineano il rischio che i conflitti contemporanei possano degenerare in tragedie irreparabili, con conseguenze devastanti soprattutto per le popolazioni civili.
Uno degli elementi più innovativi del suo pensiero è proprio il superamento dell’idea che una guerra possa essere moralmente giustificata. Secondo Leone XIV, le condizioni storiche attuali – segnate da armamenti sempre più distruttivi e da conflitti complessi – rendono ormai inaccettabile qualsiasi tentativo di legittimare la violenza come strumento di soluzione. La guerra, in questa prospettiva, non è mai una vera risposta, ma rappresenta sempre una sconfitta dell’umanità.
Fondamentale è anche il richiamo al messaggio evangelico. Il Papa insiste sul fatto che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza e che l’esempio di Gesù indica una via diversa: quella della non violenza, del dialogo e del perdono. In questa luce, la fede non deve essere utilizzata per dividere o alimentare conflitti, ma per costruire ponti tra le persone e i popoli.
Accanto alla condanna della guerra, Leone XIV propone una visione positiva della pace. Essa non è soltanto assenza di conflitto, ma un impegno attivo che coinvolge tutti: leader politici, istituzioni e cittadini. La pace si costruisce attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la volontà di incontrare l’altro senza cercare di dominarlo.
Un ruolo importante è attribuito anche all’educazione. I credenti sono chiamati a diventare operatori di pace nella vita quotidiana, contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa.


“Signore, quando ti abbiamo visto?” è la domanda che risuona nel brano di Vangelo al centro dell’incontro di giovedì 16 aprile (Mt 25,31-46), l’ultimo appuntamento di “Passi di Vangelo” di quest’anno pastorale.
Una domanda simile a quella che si pone chiunque sia in ricerca: “Dove ti posso vedere, Signore? Come ti posso riconoscere?“. Nella parabola Gesù invita ad allenare lo sguardo, ed è come se rispondesse: mi puoi vedere, mi puoi incontrare ogni giorno. Io ci sono: sono l’affamato, l’assetato, lo straniero, il denudato, il malato, il carcerato. Lì tu mi puoi vedere, mi puoi incontrare, addirittura puoi prenderti cura di me. E’ la vita il luogo nel quale ci incontriamo: sono i gesti, le attenzioni, le parole dell’amore, quelle che ci permettono di camminare insieme sulle strade di ogni giorno e sulla via della salvezza.
L’incontro inizia alle 20.30; dalle 20 accoglienza con un trancio di pizza e tanta voglia di conoscersi. Dopo l’ascolto del brano del Vangelo, vi è la possibilità di partecipare alla condivisione in piccoli gruppi oppure di sostare in preghiera di adorazione.
Note
Per giovani 18-35 anni
Presso la chiesa del Seminario Diocesano di Trento in corso 3 novembre 46 (possibilità di parcheggio all’interno)
Diretta streaming su diocesitn.it
Per info: giovani@diocesitn.it; 345 7060488
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